Pubblicato sulla rivista ortopedica americana 𝗝𝗔𝗢𝗦𝗦 𝗚𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹 𝗥𝗲𝘀𝗲𝗮𝗿𝗰𝗵 & 𝗥𝗲𝘃𝗶𝗲𝘄𝘀 un nuovo metodo per il trattamento delle retrazioni dell’ileopsoas nei pazienti con patologie neurologiche.
Una nuova frontiera nella chirurgia neuro-ortopedica arriva dall’Ospedale Sol et Salus: il dott. Jonathan Bemporad, responsabile dell’unità di neuroriabilitazione, e il dott. Paolo Zerbinati, responsabile dell’unità di chirurgia neuro-ortopedica, hanno sviluppato un’innovativa tecnica mini-invasiva ecoguidata per il trattamento della retrazione del muscolo ileopsoas nei pazienti con patologie neurologiche.
La tecnica, denominata UMAN – Ultrasound-guided Minimally Invasive Approach in Neuro-orthopaedics, è stata presentata in un recente articolo scientifico pubblicato sulla rivista ortopedica americana 𝗝𝗔𝗢𝗦𝗦 𝗚𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹 𝗥𝗲𝘀𝗲𝗮𝗿𝗰𝗵 & 𝗥𝗲𝘃𝗶𝗲𝘄𝘀 intitolato Iliopsoas Tenotomy in Patients With Neurological Diseases. A Novel Closed Technique Using an Ultrasound-Guided Minimally Invasive Approach in Neuro-Orthopaedics.
L’obiettivo della procedura è correggere la limitazione dell’estensione dell’anca determinata dalla retrazione dell’ileopsoas, una condizione che può compromettere la deambulazione, i trasferimenti posturali e la posizione seduta nei pazienti con disturbi neurologici, tra cui paralisi cerebrale, lesioni cerebrali acquisite e alcune sindromi genetiche.
Una procedura senza incisioni chirurgiche.
La principale innovazione della tecnica UMAN consiste nell’integrare la guida ecografica in tempo reale con un approccio percutaneo mini-invasivo. A differenza della tecnica chirurgica tradizionale a cielo aperto, la procedura non prevede una vera incisione chirurgica né punti di sutura. L’ecografia consente al chirurgo di identificare il tendine dell’ileopsoas e le strutture anatomiche circostanti, tra cui il nervo femorale e l’arteria femorale, e di monitorare il percorso dello strumento durante l’intervento.
Secondo quanto descritto dagli autori, l’intera procedura dura meno di 15 minuti. Al termine non sono necessari drenaggi né dispositivi di immobilizzazione e il punto di ingresso dell’ago viene semplicemente protetto con un cerotto, che può essere rimosso dopo alcune ore.
Un approccio pensato anche per pazienti complessi.
La tecnica può risultare particolarmente interessante nei pazienti che presentano cicatrici estese nella regione addominale e pelvica dovute a precedenti interventi chirurgici, oppure nei pazienti che, per la natura della propria patologia, potrebbero essere sottoposti a numerosi interventi nel corso della vita.
In questi casi, evitare una nuova incisione chirurgica può rappresentare un elemento particolarmente importante. Gli autori riportano, come esempio, il caso di un giovane paziente con paralisi cerebrale già sottoposto a due interventi per l’impianto di una pompa intratecale di baclofene (dispositivo medico impiantabile che somministra un farmaco direttamente nel liquido cerebrospinale), nel quale l’estesa cicatrizzazione addominale e pelvica avrebbe reso particolarmente complesso l’approccio chirurgico tradizionale.
Riabilitazione precoce.
L’assenza di una ferita chirurgica e la ridotta invasività della procedura possono favorire una ripresa riabilitativa precoce. Quando l’intervento riguarda esclusivamente i tessuti molli, il carico sull’arto può essere consentito immediatamente e i pazienti che erano in grado di camminare prima dell’intervento possono riprendere la deambulazione già dal giorno successivo.
Il programma riabilitativo viene definito sulla base delle condizioni preoperatorie del singolo paziente e può comprendere il recupero dell’escursione articolare dell’anca, il miglioramento dell’estensione, la gestione del dolore e il recupero delle capacità funzionali, dai trasferimenti posturali fino alla deambulazione quando possibile.
Un’innovazione nata dalla collaborazione multidisciplinare.
Lo sviluppo della tecnica UMAN si inserisce in un modello di lavoro multidisciplinare che caratterizza Sol et Salus e coinvolge competenze di neuro-ortopedia, medicina fisica e riabilitativa, ecografia, bioingegneria e analisi del cammino. La pianificazione dell’intervento comprende infatti la valutazione clinica, i test funzionali e, quando disponibile, l’analisi strumentale del cammino con elettromiografia di superficie.
“L’elemento distintivo di questa tecnica – spiegano gli autori – è la possibilità di combinare la mini-invasività con la visualizzazione ecografica in tempo reale, adattando una procedura già esplorata in ambito ortopedico alle specifiche caratteristiche dei pazienti con patologie neurologiche”.
Una prospettiva per la neuro-ortopedia mini-invasiva.
La tecnica UMAN potrebbe rappresentare un modello per lo sviluppo di ulteriori procedure mini-invasive destinate ai pazienti neurologici. A Sol et Salus sono state infatti già adattate con successo tecniche percutanee analoghe per le fibrotomie dei muscoli gastrocnemi e per le tenotomie del retto femorale, gracile, semitendinoso e bicipite femorale.
Si tratta di un ulteriore passo verso una possibile evoluzione della chirurgia neuro-ortopedica, con l’obiettivo di ridurre l’invasività degli interventi mantenendo la precisione necessaria nel trattamento dei pazienti con patologie neurologiche.
Il Master.
Queste tecniche innovative saranno l’oggetto del Master universitario in chirurgia funzionale neuro-ortopedica: strumenti diagnostici, procedure mini-invasive e riabilitazione che prenderà avvio nei primi mesi del 2027.
Il Master, che sarà attivato da Sol et Salus in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze dell’Università di Modena e Reggio-Emilia e dell’Hôpital du Jura, di Delémont (Svizzera), rappresenta un percorso formativo avanzato, interdisciplinare e altamente specialistico, dedicato alla gestione integrata delle disabilità motorie di origine neurologica in età adulta e pediatrica. Il programma, che si rivolge a chirurghi ortopedici e neurochirurghi, fisiatri e neurologi, anestesisti e algologi, coniugherà le più recenti innovazioni in ambito diagnostico, chirurgico, e riabilitativo, con un approccio centrato sulla persona e fondato sulle più recenti evidenze scientifiche.
La tecnica è stata sviluppata presso l’Ospedale Sol et Salus, dal dott. Jonathan Bemporad e dal dott. Paolo Zerbinati.